La pagoda Shwedagon e i giorni della merla

Ieri sera, dopo il lavoro (intorno alle 6) sono stato a vedere una casa downtown (ovvero la parte coloniale di Yangon, all’estremo sud della città, sul fiume). Alle 6 e 20, finito, stavo per tornare a casa della mia amica Fede quando ho scoperto che avremmo avuto una cena alle 8 proprio downtown. Ho deciso allora di fermarmi e di fare una passeggiata per il quartiere.

Camminando, mi sono ritrovato sulla strada che porta alla Pagoda Shwedagon.

(Da wikipedia: è uno stupa dorato alto 98 metri situato a Rangoon, Birmania. La pagoda si trova ad ovest del lago reale sulla collina di Singuttara, di conseguenza domina il profilo della città. È la pagoda buddista più sacra per i birmani con le reliquie dei quattro Buddha conservati lì dentro, cioè il sostegno di Kakusandha, il filtro d’acqua di Konagamana, un pezzo dell’abito di Kassapa e otto capelli di Gautama, il Buddha storico. Nel Buddhismo Theravada questi Buddha sono considerati tra i cinque vissuti nell’eone attuale, di una lista di ventotto di cui ventitré di eoni passati).

Era presto, e ho deciso di andarci ed entrare per vederla da vicino. Ci sono 4 ingressi che sono più o meno tutti uguali. Mi tolgo le scarpe e le lascio ad una ragazza all’ingresso che mi da un numero in cambio, e mi infilo i calzini in tasca (bisogna andare a piedi rigorosamente nudi). Salgo una serie infinita di scalini, metal detector (???!!!), pago 8000 kyat (6 dollari circa) e mi sono ritrovato davanti ad uno spettacolo unico.

Una pagoda gigante dorata (è ricoperta da uno strato di oro vero – il Myanmar è pieno di metalli e pietre preziose) con intorno un’altra serie di piccole pagode minori. La punta della pagoda è incastonata con pietre preziose e diamanti. Pare che durante il ciclone Nargis (quello che nel 2008 ha fatto più o meno 100mila morti in Myanmar), si siano tutte staccate e il governo abbia  mandato gran parte dell’esercito a recuperare le pietre perse per i dintorni chiudendo l’intera area (priorità). Dicono che valgano di più di quelle della corona della regina d’Inghilterra.

Si cammina intorno alla pagoda. C’è di tutto. Turisti imbranati che cercano di schivare i monaci mentre fanno foto, monaci, scolaresche, coppie di giovani per mano, coppie di anziani per mano, coppie non per mano, ragazze che si fanno selfie (tra l’altro senza includere la pagoda nella foto, faccia a culo di gallina e foto dall’alto), persone che pregano, il tutto condito dai soliti monaci che cantano, che però stavolta sono ovviamente più di due.

Tutto intorno alla pagoda ci sono delle candele, che i fedeli e i turisti possono accendere in seguito ad una donazione.

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Dicono di non andarci mai di giorno durante la stagione calda, se non vuoi perdere la pelle dei piedi a causa delle ustioni.

Ci sono ovviamente mille statue di Buddha, e una cosa che mi ha fatto molto ridere è che alcune di queste sono contornate da neon colorati. Tipo luna park di periferia.

E’ uno spettacolo incredibile. Ho passato circa un’ora li dentro ma avrei potuto tranquillamente passarcene tre. Magari con una guida (next time).

Dopo un pò di foto, giri tra i monaci, ed aver seguito qualche funzione religiosa, è ora di andare a cena, e Fede mi sta passando a prendere con il taxi ad una delle uscite.

Panico: le entrate sono tutte uguali e non so assolutamente riconoscere la mia. Ne provo una che mi sembra lei, faccio tutti e i mille scalini per raggiungere le mie scarpe ma… no.

Impreco. risalgo. rimetal detector, quasi ripago ma riesco a trovare il biglietto che attesta che ho già pagato. Provo quella di fianco. Uguale. Risalgo, rimetal detector, quasi ripago. Riimpreco, questa volta peggio. Intanto Fede mi aspetta. Sono un bagno di sudore.

Al terzo tentativo trovo quella giusta, che però non è quella dove mi sta aspettando Fede, che però magnanima mi passa a prendere con il taxi.

La prossima volta mi scrivo da dove sono entrato.

Continuano intanto anche le mie preoccupazioni per le temperature in Birmania. Considerando che questi sono tipo i giorni della merla nel paese (22 gradi di notte 32 di giorno), e per me fa già caldissimo, penso che non sopravviverò ai mesi davvero bollenti.

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3 Comments

    1. Sono commossa e immagino coi tuoi occhi lo spettacolo che hai visto. Ti invidio davvero. Rido sempre ai tuoi racconti e quando non scrivi mi mancano. Bacioni

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